Il guscio.

La verità ti pugnala alle spalle,
non è facile, nè dolce.
Hai tentato di avvicinarmi
E ,quando ho deciso di tenderti la mano,
ci hai sputato sopra con un sorriso.
Spero ti sia divertita a rompere la mia corazza.
Ora goditi il mio guscio di squame e spine.
La verità ti pugnala alle spalle.
Avevo ragione su tutto.

V.

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Idra.

Allora poni su di me la maschera che vuoi.
Mostrami al mondo come l’idra che ti ha morso,
come il mostro dalle innumerevoli teste
che ha rivelato il tuo veleno.
La verità è un’altra… la finzione è tutta vostra.
Ed io mostro non esisto.

V.

Avanti.

Hanno preso tutto e perso tutto.
Lasciata vuota a guardare fuori,
ho riparato e messo a posto.
Sto portando i miei bagagli.
Non so se sia giusta o sbagliata,
sono sulla strada e cammino.
Avanti.

V.

Al confine.

Faticoso impegno da portare a termine
e stanchezza cronica da combattere.
Se avessi un minuto da dedicarmi,
lascerei il peso delle mie giornate
per riprenderle al confine della storia
e passare la linea dello sforzo.
I bagagli pesano ma ti colorano.
Lasciarli indietro non è possibile.
Non è vero?

V.

Non spegnere la musica.

Non so dove tu sia in questo momento.
Un po’ di qua , un po’ di là.
Il cuore batte uno slow blues in sottofondo,
una melodia triste e stanca,
come chi ha voglia di riposare
ma anche ad occhi chiusi non prende sonno.
Forse hai ancora voglia di suonare, di cantare.
Allora ,se riesci, cambia il ritmo ed esci la voce
ma non spegnere la musica.
Se quel treno non è ancora passato,
allora tu continua a cantare.

V.

Luna di mare.

Ho parlato alla luna riflessa,
come quando cerco sollievo dopo una tempesta.
Una coperta calda che avvolge,
porto sicuro in cui riposare.
Per un momento il mio respiro si fece più profondo,
fino a riempire di mare i miei polmoni.
Diventai goccia in equilibrio su un letto di luci ed onde.

Lunatica V.

— Quante cose son cambiate, è diventato strano firmarsi così. Non più in bilico ma in equilibrio.–

L’ora giusta.

È ora, bisogna andare,
aprire le porte,ricominciare.
Questa è la volta buona,
la paurosa felicità risuona.
La senti nell’aria volteggiare,
la speranza di amare.

È ora, bisogna andare.
Non lasciarla scappare.

Malinconica speranza.

Non lasciarla scappare.

La lunatica V.

Oblio.

Nell’oblio cado, mi abbandono.
Nessun dolore,nessun odio.
Oblio cosmico mi assale
pesante mi trascina giù,
mi trascino giù
fino a non sentire più.
Niente.
Sono piena,vuota,nulla…
Niente.

Lunatica V.

Arrivederci e Buona Vita!

Arrivederci e buona vita!
Ti volti e vai via
ma prima mi volgi un fugace sguardo.
Sembra tu voglia dirmi qualcosa,
qualcosa che fatichi a dire.
E sai che quello è un addio.
Per il tuo orgoglio maledetto
ti mangi quello che c’è di buono,
rigetti solo il malvagio.
Ma non è + ma un – .
E solo che per me non è mai stato un addio
Nel frattempo…
Buona Vita e Arrivederci.

Lunatica V.